Le voci dei lettori
Dicono
di me
”Nelle sue opere non si entra una volta sola: si entra per perdersi e si esce per ricominciare“
Recensioni
Cosa scrivono di Cristiana
Attraverso la fiaba del ragno Girolamo e dei suoi amici, l’Autrice, in uno stile discorsivo e affascinante, ci indica la vita e i sentimenti delle creature più umili e che sono spesso oggetto di repulsione. In questo sorella del grande poeta de Le Chat noir, il cabaret francese controcorrente, Fernand Crésy morto di tisi a 32 anni che un secolo prima, solo e malato, trovava conforto nella vista dei ragni della sua misera stanza, e che chiamerà fratelli. E che quando lui suona sul suo vecchio pianoforte, si ammassano in ascolto.
Per loro scriverà una meravigliosa Ballata dei Ragni.
Sono sempre gli artisti come lui e come Cristiana Bidoli, che ci indicano la strada giusta.
CENTRO CULTURALE FIRENZE-EUROPA “MARIO CONTI”
Il viaggio del ragno Girolamo porta a scavare tra le pieghe dei ricordi di ognuno di noi, rendendo impossibile dimenticare questo romanzo che rimane dentro come un tatuaggio indelebile nella mente.
L’autrice di questo pregevole scritto, dallo stile personale e riconoscibile, crea una trama dalla realtà complessa, delicata tra il bene e il male, che diviene riconoscibile come vera e sentita profondamente.
Armando Pirolli
Non proprio una favola esopica, Girolamo – sebbene il protagonista sia un piccolo ragno -, perché più che una morale conclusiva il racconto offre al lettore una diversa prospettiva, una nuova strada da percorrere per immaginarsi un futuro possibile per l’Uomo su
questa terra. Neppure solo un romanzo di iniziazione, anche se il nostro eroe compie lungo tutta la storia un viaggio ricco di insidie e di incontri inaspettati e preziosi, per maturare consapevolezza e missione di vita. E se al fantasy si attinge per dipingere i contorni e le sfumature di una leggenda, quella della Betulla d’argento, che chiarifica e dà senso a quell’itinerario avventuroso che svela in dettaglio paesaggi mozzafiato, luoghi, città immortali ritratte nei loro particolari – dunque perché non poterlo definire neanche un libro di viaggi? – dalle mura accoglienti di un villino in Toscana, attraverso tutta la Francia, da Nizza, a Marsiglia e Parigi, su fino in Norvegia, cercare un’uni tichetta da attribuire per forza a questo breve romanzo risulta pressoché impossibile. E riduttivo. Perché le parole di questa storia servono a creare un nuovo linguaggio, e con esso una nuova “letteratura”, capace di mettere in relazione tutti gli esseri viventi della Terra, uniti a concorrere per il bene comune. Girolamo «si rivolge a tutti coloro abbiano voglia di affrontare un viaggio a stretto contatto con la natura e siano disposti a riassaporare il valore delle proprie origini». Una memoria che sgorga e si rinnova da una fonte a rischio di essiccazione perché «l’uomo si sta dimenticando che tutte le specie sono connesse.
La natura va conservata e non trafitta». Cristiana Bidoli sceglie non a caso i suoi protagonisti tra gli animali a noi forse meno “simpatici”: un ragno (e la sua famiglia di ragni), tre ratti, una rana e una cavalletta. Creature che scopriamo nei loro habitat e nelle azioni quotidiane molto simili a quelle umane, che nei confronti dell’uomo nutrono un doppio sentimento: quello della ripulsa, perché esso è causa prima del disastro ambientale cui assistiamo ormai in questa rovinosa, inesorabile deriva verso la totale distruzione;
quello, al contrario, dell’ammirazione, perché il genio creativo che contraddistingue la nostra specie è innegabile: «…Certo che l’ingegno umano è proprio straordinario!… Se non fosse per quella prevaricante componente distruttiva, potrei asserire che sfiora la perfezione». E il viaggio di Girolamo,come altre volte abbiamo avuto modo di dire, ci insegna che proprio il viaggio è la meta. Il piccolo ragno parte in solitaria, ma quasi subito viene affiancato da una cavalletta che lo salva da una brutta situazione; poi incontra una piccola rana, la cui storia curva il disegno iniziale verso altre mete
per assecondare una missione speciale, ritrovarne il padre; un’avventura che permette di far crescere di altre tre unità (tutti ratti) il bizzarro gruppo di esploratori. Gruppo eterogeneo, nel quale non mancano incomprensioni e veri e propri scontri, ma che è capace di compattarsi nel momento del bisogno, di collaborare, di lavorare insieme per lo stesso fine.
Che è ciò che forse l’Uomo, nel suo sentirsi superiore e autoreferente, ha dimenticato. Alla Betulla d’argento, custode della memoria collettiva degli esseri viventi del nostro pianeta, Girolamo chiede se c’è ancora qualcosa che possiamo fare per invertire questa pericolosa corsa verso l’autodistruzione. «Sì, certo, diffondere la voce, testimoniare che la natura è viva, respira, ama, soffre e che ogni essere vivente è solo un ospite sulla Terra. È necessario costruire un linguaggio basato sul rispetto e sulla collaborazione». Girolamo troverà un suo modo per dar voce concreta a questo
invito. A noi, il compito di trovare il nostro. Una scrittura vivace e ricca di colore, un libro dedicato sicuramente alle nuove generazioni – che speriamo spugne desiderose di imparare il linguaggio utile a “salvare la casa comune” – ma che pone noi tutti di fronte ai grandi temi della diversità, della genitorialità, della amicizia, della libertà, della solidarietà e, ovviamente, della salvaguardia della natura, chiedendoci
– per una volta almeno – di non rimanere in silenzio.
Il viaggio letterario di Cristiana Bidoli nel cuore della natura DI ERIKA BRESCI
Hai letto un libro di Cristiana? Mandale la tua recensione →
Vuoi farti
la tua opinione?
Inizia a leggere
Scopri Memoria e Trascendenza, oppure leggi gratuitamente le prime pagine.